Idee Preziose

Archive for aprile 2009

Buooooongiorno!! E’ da qualche giorno che non aggiorno il mio blogghino, ma lo tengo sempre sempre sotto controllo e vedo se qualcuna/o mi ha lasciato qualche commento quindi su su, non spiate solo, commentate, esprimete un giudizio, che so..bello o brutto che sia (tanto ho il potere di approvarli e non hihihihihihihi), l’importante è che siano costruttivi per me e per voi che leggete per cavarne qualche buon consiglio! E’ esplicito che io non sia una professionista ma sono solo un’appassionata di handmade e se qualcuno è contrario a qualcosa che ho scritto o vuole aggiungere consigli aiuta me e tante persone a migliorare o ad imparare!

A parte tutto, oggi mostro come fare una tartaruga!!

Ebbene si, può sembrare facile, forse lo è sicuramente..ma a me riuscivano sempre male, almeno fino alla quarta tartaruga! Comunque..vi do l’idea di come poter fare passo dopo passo attraverso le foto.

Passo 1

immag001Scegliete i colori che più vi piacciono..io ho scelto il grigio e il verde. Prendetene un quantitativo pari alla grandezza della vostra tartaruga e formate delle palline.

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Passo 2

Consideriamo adesso, solo la pallina con cui vogliamo creare le zampette, la codina e la testa. Io preferisco il grigio quindi.. tagliamo la pallina in due(immagine prima) , una parte la riappallottoliamo mentre l’altra la lasciamo integra(immagine seconda). Dividiamo in 4 parti uguali la parte che abbiamo riappallottolato (immagine terza) e formiamo palline più piccole (immagine quarta), queste saranno le nostre zampette!immag017

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Passo 3

Facciamo una certa pressione ad una estremità di ciascuna pallina che rappresentano le zampette della tartaruga (immagine ptima). Abbiamo creato le zampe!! (immagine seconda) Già.. e la testa?? Una tartaruga senza testa è come un babbà senza capocchia! Hahahaha..

Vi ricordate la porzione di pasta che avevamo lasciato integra? Bene, prendiamone una quantità un po’ superiore a quella delle zampe, appallottoliamo e ripetiamo la stessa pressione ad un’estremità proprio come abbiamo fatto 3 righe fa! (immagine terza e quarta)

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Passo 4

Adesso prendiamo la parte di pasta con la quale vogliamo fare il guscio. Tagliamone un pezzetto (immagine prima) e stendiamola a mo di pizza..sopra ci facciamo aderire le zampe piu la testa (immagine seconda ). Lavoriamo un po’ la grandezza del guscio e posizionamolo sulle zampette (immagine terza). Se vogliamo anche la coda, basta un po di pasta con cui abbiamo fatto le zampe e l’attacchiamo sotto.

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La nostra tartarughina è fatta! N.B. al guscio ho aggiunto un po di foglio d’argento cosi da spezzare un po i colori, altrimenti mi sembravano monotoni. immag026

Buongiorno! Questa settimana per me  è stata un pochetto impegnativa e non ho avuto modo di aggiornare il mio blogghino aggiungendo consigli, schemi..e perle di saggezza (hahahaha!). Stamane mi rifarò..niente paura!

Ho trovato infatti questa bellissima tavola dei colori ma…come si “legge”?

fimoclassicmezclacolor

(cliccateci sopra per ingrandirla)

Innanzitutto, all’interno di ogni colore sono rappresentate le quantità di fimo da utilizzare per creare diverse sfumature. Ma io non ho tutti questi colori e mi limito ad acquistare quelli primari (magenta, blu, giallo più bianco e nero per schiarire o scurire) sia per le tempere, sia per i panetti di fimo e cernit.

Se osserviamo bene però, solo con i colori primari non si ottengono tutte le  sfumature della tabella. Alcuni di essi, per esempio il primo a sinistra, è ottenuto miscelando il bianco con un arancione scuro. Beh, l’arancione si forma mescolando 4/5 di magenta + 1/5  di giallo, aggiungendo del bianco otteniamo il color carne! Semplice no?

Io utilizzo sempre le tempere, come già detto e certo, un pò di pazienza in più ci vuole sempre ma lo faccio volentieri, non mi va di spendere un capitale visto che  i panetti di fimo costano!

Ciao a tutti!! Che bellissima giornataa!! Un sole pazzesco, mi vien voglia di un immenso prato verde dove giocare a palla, arrostire carne, mangiare, divertirsi e stare in compagnia!! Iuppyy!!

E invece stamane, ho voluto sperimentare una mia nuova idea..

”e se mescolassimo il fimo/cernit con il das, cosa succederebbe? Sarebbero incompatibili?”

Riflettiamoci un po’..

Il problema principale sarebbe il tempo e il modo di cottura, diversi per entrambe i tipi di pasta. Il das asciuga all’aria, il fimo è termoindurente.

Ma.. se mettessi entrambe nel forno? ..dovendo l’acqua nel das evaporare, il calore del forno, servirebbe solo ad accelerare il tempo di essiccamento del das in un tempo standard  di indurimento del fimo.

Facciamo delle prove.


img14Questi nelle foto sono degli “oggetti-cavie” per osservare cosa succede.
Nella prima, ho mischiato del fimo verde con il das bianco, dandole una forma quadrata.

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Nella seconda immagine, ho riprodotto una stella di das azzurra, incorniciata con del fimoverde e grigio e decorata.
Entrambi gli oggetti li ho fotografati prima di spedirli nel forno!!


Il tempo di cottura?

E’ il tempo che impiega il fimo a cuocere, circa 20-30 minuti a 110°C circa, dipende soprattutto dal tipo di forno che ciascuno di noi ha. Io per esempio ne ho uno che quando lascio un dolce a cuocere impiega 1 ora e rischio pure che all’interno non sia ben cotto! Ogni tanto, dategli un’occhiata..per non creare pasticci!

Cosa ho ottenuto?

Sinceramente, mi aspettavo di peggio. Non so perché..ma mi sono chiesta nell’attesa, non sono mica la prima ad aver pensato queste cose? Magari qualcun altro mi avrà sicuramente anticipato “l’esperimento” e per non essere diffuso come possibile, sarà che non è fattibile! Invece..queste sono le foto degli oggetti una volta cotti. img3

L’oggetto quadrato, bianco e verde, è rimasto uguale! Il bianco (sarebbe il das) non è scolorito (come succede per il bianco del fimo quando si cuoce) e il verde (il fimo) è indurito. Risultato positivo, ho solo e semplicemente accelerato il tempo di essiccamento del das, niente di più.

La stella invece, anche lei è cotta tranquillamente.
img44L’azzurro (il das) è un po’ schiarito, ma se avessi lasciato asciugarlo al sole, sarebbe diventato ancora più chiaro, basterà un pò di lucido. La cornice e le decorazioni (fimo verde e grigio) si sono semplicemente indurite.

Quindi, come possiamo notare, è possibile creare gioielli e tanto altro anche mischiando il das e il fimo/cernit. Rispettando il normale tempo di cottura del fimo.

Le due paste aderiscono facilmente?

Dipende, se vogliamo mischiare das e fimo, come nell’oggetto quadrato, non si riscontrano particolari problemi. Nel caso della stella invece, per far aderire la cornice ho fatto un pò di pressione, quanto basta per farli attaccare senza deformare il disegno. I pallini sopra, per farli aderire, oltre a premere un po’ ho anche bagnato con acqua la superficie del das dove li avrei inseriti. Si può usare tranquillamente anche la colla ma una volta sfornati e ben asciutti!

Il problema qual è?

Ecco, questa è una domanda che porgo io a voi..come mai non ho mai visto mischiare das e fimo? Qual è il problema che magari non sono riuscita a “vedere”? Magari qualcosa per cui non ci ho pensato e che mi faccia cambiare idea su questa possibile combinazione!

Se anche avete un dubbio, visto che ne ho anche io, ditelo..ci pensiamo insieme

In queste righe vi spiegheremo come imparare, facilmente e nel modo più veloce, a creare gioielli, alberi, foglie, semplici pendenti con attrezzi che troviamo facilmente in casa, perline e del ferro zincato (molto facile da maneggiare)!

E’ molto semplice creare gioielli con il filo di ferro zincato in quanto gli attrezzi necessari sono pochi, ma variano ovviamente col lavoro che si vuole fare. Generalmente quelli principali sono:

-pinzetta e tronchesina. Le prime servono per tagliare i fili di ferro (non usate mai le forbici, si rovinano), le seconde per arrotondare il punto del taglio ed evitare spuntoni pericolosi, ma aiutano anche a stringere bene le anse.

-filo di ferro (esistono diverse misure e colori (verde, bianco, rosso, rame, grigio). In genere si usa un filo fine e medio (mm.0.30/0,35) per rametti e fiori, e un filo più grosso (mm.0,40) per il montaggio finale degli alberi)

– perline (qui la scelta è vastissima! Ma le migliori sono quelle di vetro; più lucide, più vivaci…ma anche più  costose di quelle di plastica.)

infilata

Nella descrizione, spesso si parlerà dell’infilata ma..cos’è?

Ebbene, non è altro che una grande quantità di perline infilate in un filo rigido, ad esempio nel ferro zincato.

Quali sono le tecniche?

Una volta che avete davanti questi attrezzi (nel loro minimo indispensabile) preparatevi per un’esperienza fantastica (hihihi)..dicevo, cominciamo ad elencare le tecniche base.

Tecnica delle anse

perline-anse

Creare un albero o dei fiori con le perline non è mai stato cosi semplice (eh già..ci volevo io!! hihihi). Dall’immagine si vede che non sono altro che delle piccole anse  di ferro collegati tra loro e ricoperti da perline!  Ovviamente, una volta imparato il meccanismo e diventati pratici, si possono creare delle anse di diverse dimensioni, come più ci piace!


Tecnica del palo

perline-palo

Generalmente, si usa per realizzare foglie e petali di semplici fiori! E’ sufficiente tagliare un po di filo zincato e inserire le perline, questo filo poi fungerà da palo. Prendiamo poi l’infilata e la fissiamo alla base del palo,sotto le perline girando il filo per due volte per fissarlo e stando attenti che sia ben stretto! Con le perle dell’infilata poi facciamo una curva attorno al palo e fissiamolo nuovamente all’asse centrale(palo). Giriamo fin quando vogliamo. Per chiudere poi i giri, fissiamo il filo all’asse, tagliamo il filo in eccesso e giriamolo a rovescio. Ricordiamoci di mettere sempre lo stesso numero di perline sia  a destra che a sinistra dell’asse, cosi che possa sembrare un lavoro ben fatto.

Tecnica della rosa

rosellina

E’ una buona tecnica per chi volesse cominciare ed è alle prime armi. In poco tempo si realizzano semplicissimi fiorellini.  Basta infatti preparare l’infilata e formare un’ansa composta da 6 perline circa. Fare due giri ben stretti e rigirare intorno a questo cerchio formando un’ansa più grande. Continuiamo fin quando abbiamo raggiunto la grandezza che vogliamo.

Tecnica del ritorno

ritorno

E’ un po più difficilotta in quanto si realizzano petali o foglie un po particolari. Ma a noi nulla fa paura, vero? Si prepara l’infilata e si taglia un po di filo di ferro. Si contano le perline utilizzate(per esempio 16) e alla loro metà (quindi 8) reinserire il filo e formare un ovale (la figura a sinistra lo spiega bene). Infiliamo poi le perline nel filo rimasto sospeso. Chiudiamo il filo con dei giri stretti e tagliamo il filo in eccesso.

Tecnica del filo di perle

tubetto

E’ facilissimo!

In un filo zincato mettiamo le perline, una volta finito ciò, facciamo rientrare il filo nelle perline saltando solo la prima. Chiudiamo con dei giri molto stretti e tagliamo l’eccesso! ..oppure possiamo aggiungere altre perline ripetendo lo stesso schema e cosi via..!

Se qualcosa non dovesse essere chiaro..chiedete!!!

Buongiorno a tutti!! Mi diverte sempre di più farvi partecipi delle mie esperienze nel mondo fai-da-te! Oggi parlo un po del fimo e della domanda più frequente che tormenta il portafogli e le nostre menti!

Posso colorare il fimo con le tempere?

I colori in commercio ne sono tantissimi quindi non ci si pone il dilemma di utilizzare le tempere, i guanti etc..

Può capitare però,  che avete il fimo bianco o di un altro colore e volete aggiungere della tempera complementare per ricavare il colore preferito, senza dover spendere per comperare altro fimo. Una risposta certa non so darla, ma mi appiglio alla mia poca esperienza!

Recentemente ho provato ad aggiungere del colore bianco a un pezzo di fimo blu scuro (volevo l’azzurro chiaro) ma il risultato non fu per niente diverso dal blu originale, rimase scuro! Successivamente invece ho aggiunto della tempera magenta a del fimo bianco e mi si colorò di rosa!  A questo rosa poi ho aggiunto del giallo per ottenere il rosso, ebbene si..rossooo!!!  Ma il dubbio e l’insicurezza che il fimo si potesse colorare con le tempere mi rimase..quindi ho provato a mescolare del fimo blu al giallo ed ottenere il verde…risultato positivoo!! Quindi, nel primo esperimento penso abbia sbagliato proporzioni tempera/fimo (mah!).

Contenta di ciò, ho deciso che comprerò i tre colori base (rosso, blu, giallo più il bianco) e colorerò quello che mi serve e del colore che mi serve con le tempere!! Evviva..si risparmiaaaa!! Hehe..se è un fai-da-te deve esserlo in tutto e per tutto!! Se si cominciano a spendere tanti euro che handmade è??

Tornando a noi, una volta scoperto che il fimo e le tempere sono amiche, dirò che è anche possibile pennellare il lavoro dopo cotto con i colori. Ma permane la questione del pastrocchio se non si è precisi! Ma in ogni caso, anche questa è una soluzione!

Heilà!! Questo spazietto è dedicato alle difficoltà che si incontrano quando si lavora con il das! Le domande più frequenti sui meccanismi di lavorazione le ho già scritte negli altri tutorials. Adesso, cerchiamo praticamente, di risolvere dei problemi poiché a parole sembra facile lavorarci ma se è la prima volta che provate, molto facilmente mollerete.


Ho già parlato del das ma non di quanto sia problematico lavorarlo. La prima regola è quella di non demoralizzarsi. Purtroppo, non è semplice averci a che fare, ma alla fin fine otterrete il risultato voluto se non vi perdete d’animo!

Molte, mi dicono che smettono di lavorare col das perché

1) non si colora con le tempere

2) si screpola (perché asciuga) mentre lo si lavora

3) parti separate che non si uniscono

Per adesso..cerchiamo di risolvere questi 3 dilemmi (anche perché per adesso solo queste domande mi vengono in mente). Se ne avete altre, ditemelo cosi risolveremo insieme!

Punto 1

Non si colora con le tempere

Ho sentito molti lamenti sul fatto che il das non si colorasse bene con le tempere o che non assume l’intensità di colore che noi vogliamo.

Innanzitutto la quantità di tempera deve essere proporzionata alla quantità di das. Un TOT  di pasta, non la coloriamo con una punta di tempera, bensì una quantità che, messa in relazione, corrisponde bene o male a ¾ di das. Poi è molto semplice capire se dobbiamo aggiungere la quantità di tempera, basta vedere una volta mescolato das + tempera se il colore ci soddisfa. Non abbiate paura di provare, male che va usate la fantasia e ricavatene altro per non gettare il prodotto! Un’ultima cosa..meglio se quando coloriamo utilizziamo i guanti in lattice monouso. Perché in questo modo, la tempere non si seccano sulle mani  ma rimangono comunque sul lattice del guanto che non assorbe il colore e la pasta continua a colorarsi senza bisogno di aggiungere altro prodotto!

Quando asciuga che succede?

Haimè, quando il das asciuga i colori schiariscono. Perché? Dovete sempre tener presente che il das è acquoso. Per asciugare c’è bisogno che l’acqua evapori, motivo per cui anche le tempere che si sono “mescolate” nell’acqua del das evaporano! Provate a mescolare un po di tempera con dell’acqua e poi fatelo asciugare..il colore vi sembrerà sbiadito o poco più chiaro, ma non intenso come la tempera originale!

Come risolviamo?

Vi consiglio di lucidare. In questo modo il colore diventa più intenso. Potete usare il vernidas che è un liquido apposta per lucidare il das, si trova in commercio in qualsiasi negozio che tratti di decoupage, pittura etc..!

Un consiglio/alternativa al vernidas che posso darvi è quella di passarci dello smalto lucido/trasparente . Non so quale sia migliore perché io il vernidas non l’ho mai utilizzato in quanto ho “inventato” questa soluzione dello smalto e devo dire che tutt’oggi le creazioni non hanno dato alcun problema. Lucide, non appiccicose e in un ottimo stato. Ovviamente, fate prima una prova su un po di prodotto asciutto venuto male o che comunque non vi preoccupa gettare nel caso non vi piacesse!

Un’altra soluzione è quella di ripassare col pennello la tempera. Però io non la consiglio, si rischia di combinare un pastrocchio perche se non si è precisi finiamo di rovinarla sbagliando i confini tra un colore e l’altro.

Punto 2

Si screpola (perché asciuga) mentre lo si lavora

Una delle prime cause di perdita d’animo (hihihi) è proprio questa.   Vi è capitato che mentre stavate nel meglio della vostra fase creativa il das comincia a screpolarsi? “Oddio noooo!!! Stava venendo beneee!!!” Hehehe!!  La soluzione è semplice, io l’ho trovata!

Ricordo che contiene acqua!! Questo significa che non potete tenere il das all’aria, perche l’acqua esposta all’aria che fa?? Evapora! E giustamente il das secca!!  Ovviamente, ciò non significa che avete i minuti contati!

Come risolviamo?

Visto che il das non è dotato di furbizia ma noi si,  troviamo 2 soluzioni: o lavorate continuamente tra le mani la quantità di das che vi serve oppure se dovete fare altro, conserviamo il prodotto in una bustina priva di aria. In genere io gli avanzi, per non gettarli, li conservo nelle bustine per alimenti, facendola aderire bene bene alla pasta modellabile, così facendo anche dopo 2 o più giorni posso riutilizzarla! Quindi, anche questa è fatta..possiamo stare più tranquilli e cominciare a pensare che nulla è perduto.

Punto 3

Parti separate che non si uniscono

Beh, in effetti parti diverse e separate, volendole unire non è semplice. Io in genere, li dove posso, faccio un po di pressione con le dita per farle aderire. Ma bisogna fare attenzione a non deformare!

Altri modi per riuscire in quest’assemblaggio può essere quello di utilizzare un ferretto che tenga le due parti unite (un bastoncino di filo di ferro) oppure aspettare che asciughi e poi incollarle con una colla che tenga!

Un’alternativa può essere quella di bagnare un pò le due superfici da assemblare e premere un pochetto perché aderiscano bene.

Quindi, avete visto che trovando alcune soluzioni molto semplici è possibile che tutte diventiamo grandi scultrici!! 😀 Se volete commentare o fare domande, sono tutt’occhi!

Se volete regalarmi un pò di visibilità in più su google, e farmi crescere,
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Ciao ragazze!!

Ho notato che vi ha incuriosito il mio tutorial sul das, eeh?? Sono molto felice, motivo per cui adesso ho voglia di scarabocchiare qualcosa sul fimooo!!! Ndà daaan! ..aprite i sipari e abbassate le luci, svelo altre mie perle di saggezza!! Hihihi!


Il fimo o la fimo?

Se gironzolate nei tempestosi mari di internet noterete molte e dico molte notizie riguardo questa sconosciuta. Ebbene si, non mi sono sbagliata a dare del femminile alla fimo perché essendo una pasta, è femminuccia. In realtà in Francia è chiamata LA fimo, i tedeschi e gli inglesi sinceramente non so, perché utilizzano gli articoli “the” o “das” quindi a voi l’ardua sentenza. Io trovo meglio chiamarlo IL FIMO.. giusto perché mi sono abituata cosi! Siccome però sono un tantino pigra, perché non cercate una risposta sulla questione LA/IL fimo e me la suggerite? Dai su su…lasciate un commento 😀

Cos’è il fimo?

Comunque, risolto (per modo di dire) il problema sulla questione maschio/femmina… vi dico che il fimo è una pasta polimerica modellabile termoindurente. Che significa? Essendo modellabile, si possono creare un’infinità di forme..tante quante sono le forme della nostra fantasia (fino ad esaurimento scorte :D). Io ho creato ciondoli, collane, fermagli per capelli, mollette..insomma potete sbizzarrirvi come volete. Termoindurente sta a dire che si indurisce col calore ( in genere a 110 °C per 30 min) ma una volta cotto, non è più modellabile!! Lo so..vi state preoccupando di quanti e quali colori sono in commercio!  Un’infinità!!!  Oro, argento, granulosi, trasparenti, fluorescenti (si si! Illuminano al buio!) e tante fantasie di colori!

Il costo?

Ecco..qui forse sorgono i primi problemucci! Hehe..

Posso dire che frequentando diversi forum, ho notato che sono abbastanza differenti di luogo in luogo. Io lo pago 1.50 a panetto ( un panetto è pari a 56g ). Ma il prezzo può variare dalle 2 euro alle 2.50! Una cosa devo dirla però.. attente al peso/prezzo!!! Se volete acquistare su internet, state sempre attente alla quantità di prodotto che vogliono vendervi! Magari trovate un panetto di fimo a 1 euro ma quello di 25gr!! A questo punto non conviene più! Quindi, state attente!!

Fimo o cernit?

Il cernit è anch’essa una pasta polimerica termoindurente.

Per esperienza, in quanto ho utilizzato sia l’uno che l’altro, posso dire che il cernit forse è un poco più morbido e facilmente lavorabile. Il cernit non ha bisogno di eccessivo riscaldamento tra le mani, cioè non dovete stare li per 5 minuti ad ammorbidirla..basta poco! In quanto al prezzo, è lo stesso, può anch’esso variare da luogo a luogo!

Posso mischiare fimo e cernit?

Ma certo che potete! Io lo faccio spesso, anche perché non posso comprare 10 colori diversi di fimo uguali a 10 colori diversi di cernit (se..poi davvero dormirò sotto il ponte!) Quindi, se magari avete il bianco di fimo e il rosso di cernit, potete tranquillamente lavorarli insieme e cuocerli..non succede assolutamente nulla! Sono ugualissime come paste.

Ehm..recentemente mi son tirata su una fattoria (hahaha) ma..ma..la pecorella devo proprio farvela vedere!! Essendo io indubbiamente poco fantasiosa e non sapendo come riproporre quella lana che copre la suddetta smarrita, ho trovato un video su youtube che spiega passo passo come fare 😀 E’ una figata!!

Ogni domanda, critica, commento è accetto!!


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